“I Trovatori” al Garbatella Jazz Festival

 

hcdz a garbatella

Hot Club de Zazz presenta i Trovatori

Il 5 luglio alla Villetta, aspettando il Garbatella Jazz Festival 2013 di settembre, sulle note rivisitate in chiave gipsy swing del “Trovatore” di Giuseppe Verdi

Torna il jazz alla Villetta con un assaggio di quello che sarà il Garbatella Jazz Festival 2013, la cui nona edizione si svolgerà nella tradizionale location di Via Passino a fine settembre. L’appuntamento per l’assaggio è il 5 luglio, alla Villetta, dalle 20,30 (ingresso libero, bar e cucina).

La serata del 5 luglio, organizzata dalle associazioni culturali Cara Garbatella ed Altrevie in collaborazione con la Polisportiva G. castello, ospiterà il gruppo Hot Club de Zazz, che con “i Trovatori” presenterà una rivisitazione in chiave gipsy swing di alcune indimenticabili melodie del “Trovatore” di Giuseppe Verdi. L’idea è di Nicola Puglielli, gli arrangiamenti di Nicola Puglielli, Luca Pagliani e Roberto Nicoletti per il Quintetto Hot Club de Zazz (un’armonica, tre chitarre e un contrabbasso).

Un gioco appassionante con la musica di Verdi, per un concerto di circa 90 minuti, dove il susseguirsi delle melodie si alterna all’evocazione di una storia rocambolesca, quella del “Trovatore”, appunto, che si basa sulla rivalità tra due uomini, il Conte e il Trovatore Manrico, che ignorano di essere fratelli e amano la stessa donna. Partecipe della storia, la zingara Azucena, madre adottiva del Trovatore, responsabile inconsapevole e lei stessa vittima dell’incatenarsi degli eventi, che mescolano amore, onore, gelosia fino al fuoco dell’ “orrenda pira”. La tragedia è ambientata in Spagna alla fine del Quattrocento.

Il concerto presenta una sfida ambiziosa: quella di far incontrare la lirica di Giuseppe Verdi con lo swing del chitarrista Django Reinhardt (1910-1953), anche lui zingaro e passato “attraverso il fuoco” prima di diventare il più grande jazzman europeo.

Hot Club de Zazz è impegnato in questa sfida ambiziosa, per festeggiare il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e omaggiare la città di Roma che ospitò la prima rappresentazione trionfale del “Trovatore”, nel Teatro Apollo, il 19 gennaio 1853.Hot Club de Zazz: formazione musicale creata a Roma nel 2002 e ispirata alla musica di Django Reinhardt, il leggendario chitarrista jazz di origine zigana “manouche”, nato il 23 gennaio 1910 a Liberchies (Belgio) e morto il 16 maggio 1953 a Samois-sur-Seine (Francia). In questo quintetto acustico, basato su un’idea dell’armonicista francese Xavier Rigaut, 3 chitarristi di eccezione: Nicola Puglielli, solista poliedrico della scena jazz italiana, Luca Pagliani, di formazione classica, e Roberto Nicoletti, di formazione jazz fusion. Completa l’assetto ritmico, il contrabbassista Pino Sallusti di esperienza internazionale.

“I Trovatori” a Nemi il 26 maggio

Domenica 26 maggio

ore 11.00 – Centro Storico e Piazza Umberto I
Quando la banda passò
Musica nelle vie e nelle piazze con la partecipazione della Precharija Roma Orkestar a cura di Paolo Montin
ore 19.00 – Centro Storico e Piazza Umberto I
A qualcuno piace caldo
Concerti di musica jazz e non solo, dallo swing al latin jazz, dalla musica tradizionale europea alla song americana
I Trovatori Secondo Hot Club De Zazz diretto da Nicola Puglielli
diretto dalielliimage

Puglielli Solo in”Omaggio a Django”

imagenick 2. omaggio a django

Prosegue, forte di un ottimo riscontro di pubblico, “Douce France” alla Saletta di Frosinone, iniziativa patrocinata dal comune di Frosinone. Dopo le atmosfere raffinate disegnate dalla performance di Massero (voce), Iacoucci (piano) e Veddovi (fisarmonica), chiamati a ricreare dal vivo le emozioni contenute nel cd “Saisons”, sabato 18 maggio, ancora alle 18, sarà la volta di Nicola Puglielli nel recital per chitarra sola ispirato al grande chitarrista Django Reinhardt. Django è considerato il padre del jazz europeo, pioniere dell’incontro in libertà tra musiche di diversa provenienza, stilistica e geografica. Ed è su questa linea che si sviluppa il repertorio del concerto, basato sugli arrangiamenti dello stesso Puglielli. La scaletta prevede brani come “Nuages”, “Troublant Bolero”, “Douce Ambiance”, “Belleville” (tutti a firma Reinhardt) e brani di altri autori “rivisitati” in stile manouche. L’eredità del jazzista belga di origine sinti è tangibile ancor oggi, e moltissimi artisti (non solo nell’ambito musicale) hanno sentito il bisogno di omaggiare il suo stile e l’originalissima personalità: Django è infatti diventato parte della cultura popolare anche grazie alle citazioni rivolte alla sua figura in film di successo come “Chocolat” (il cui tema centrale, “Minor Swing”, era eseguito dal protagonista Johnny Depp), “Accordi e disaccordi” di Woody Allen, mentre nel film d’animazione “Appuntamento a Belleville” compare un personaggio che è palesemente la caricatura di Reinhardt. Senza contare che il “Django” di Sergio Corbucci (pellicola a cui si è recentemente ispirato Quentin Tarantino) deve il proprio titolo all’amore del regista per il jazz e per questo chitarrista in particolare. Una curiosità: Django formò, a metà degli anni Trenta, un quintetto con il violinista Stéphane Grappelli, nato a Parigi da nobile famiglia originaria di Alatri. Definito “il mostro sacro del jazz”, Grappelli collaborò con artisti del calibro di Ellington e Petrucciani, oltre che con i Pink Floyd. Eppure, giunto alla maturità, non vide mai realizzato il desiderio di tenere un concerto ad Alatri. Torniamo a Django: un omaggio intenso e appassionato gli sarà rivolto da Puglielli nel corso del concerto di sabato. La passione di Puglielli per la chitarra e per il jazz inizia già negli anni Settanta. Cresciuto frequentando locali romani in cui ha l’opportunità di suonare con grandi musicisti come Massimo Urbani e Giovanni Tommaso, si dedica poi allo studio del jazz, della chitarra classica e dell’arrangiamento sotto la guida del Maestro Gerardo Iacoucci. Sulla sua strada incontra jazzisti come Kirk Lightsey, Steve Grossman e Philip Catherine, ma collabora anche con importanti compositori come Nicola Piovani e con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Non mancano esperienze in sala di registrazione con lo stesso Piovani, Gian Piero Reverberi, Luis Bacalov. Come compositore, Nicola Puglielli ha ottenuto diversi riconoscimenti in concorsi internazionali come il Carrefour Mondial de la Guitare in Martinica. Due i CD a suo nome: il primo, “In the middle”, è stato prodotto nel 2000 dall’etichetta tedesca Jardis ed ha suscitato grande interesse da parte della critica (il magazine tedesco Akustik Gitarre ha parlato di Puglielli come di “una nuova stella della chitarra jazz”, mentre l’italiano All About Jazz ha definito l’album “una sorpresa per chi aveva dimenticato la chitarra acustica”). Il secondo è “Viaggio ConCorde”, pubblicato dalla III Millennio. Dopo i Conservatori di Roma e Frosinone, attualmente insegna chitarra jazz al Conservatorio di Perugia.

Concerto per New Orleans. 20/4/13

gerardo iacoucci paola masseroLA SALETTA, FROSINONE: CONCERTO PER NEW ORLEANS SABATO 20 APRILE
18 aprile 2013210
Sabato 20 aprile, alle 18, la Saletta (via Giacomo Matteotti, Frosinone) ospiterà il concerto per New Orleans, città di un’America in questi giorni devastata dai terribili fatti di Boston. Sul palco del centro delle arti situato nella parte alta del capoluogo saliranno Paola Massero (voce), il maestro Gerardo Iacoucci (pianoforte) e Nicola Puglielli (chitarra). La scaletta del concerto prevede l’esecuzione di brani che hanno fatto la storia del jazz di New Orleans, come “When the Saints”, “Dinah”, “Do You Know What It Means to Miss New Orleans?” (incluso nel film “La città del jazz”, lì eseguito da Louis Armstrong e Billie Holiday), “Ain’t Misbehavin’”, “She’s funny that way”, solo per citarne alcuni.

 

“Il nostro intento è di onorare la memoria storica di questa città attraverso i brani ad essa legati che hanno fatto la storia del jazz”, ha spiegato il maestro Iacoucci, pianista, compositore, direttore d’orchestra, musicista e docente di caratura internazionale che vanta collaborazioni con artisti come Lee Konitz, Steve Grossman, Josephine Baker e Domenico Modugno. “I brani inclusi nella scaletta del concerto di sabato alla Saletta sono legati anche alla mia biografia di artista: sono stati scelti per la componente affettiva che mi lega a questa città”. Una componente fortissima, visto che il maestro Iacoucci ha ottenuto, nel 1989, la cittadinanza onoraria e le chiavi della città di New Orleans dopo quattro anni trascorsi nelle chiese battiste a studiare e a prendere spunti da riversare nel coro di gospel e spiritual che il maestro dirigeva, all’epoca, a Frosinone.

Non sono da meno i curricula dei compagni di viaggio di Iacoucci, che non possiamo riportare integralmente solo perché troppo corposi: Paola Massero, cantante ed autrice di testi, dopo lo studio dell’impostazione vocale con il mezzosoprano Sabrina D’Errico e con il tenore Timothy Martin, ha incontrato una delle esponenti più illustri della scena contemporanea, il soprano Annette Meriweather, che le ha svelato la ricchezza della musica afro-americana, offrendole la straordinaria opportunità di interpretare le pagine più significative della tradizione Negro Spiritual e Gospel in qualità di solista e a fianco di prestigiose formazioni corali. Dal 2011 è la solista del gruppo Isoritmo di Giampaolo Ascolese nel progetto ideato dalla pittrice francese Marie Reine Levrat “Elle, singulière, plurielle” presentato all’Auditorium–Parco della Musica di Roma ed in occasione dell’edizione 2012-13 di Umbria Jazz Winter. Paola Massero e Gerardo Iacoucci lavorano insieme a diversi progetti: è uscito l’anno scorso il cd “Saisons”, in lingua francese, mentre a ottobre voleranno entrambi in Brasile per registrare un disco in collaborazione con musicisti locali e con un poeta brasiliano contemporaneo, Humberto França, autore dei testi. Nicola Puglielli, chitarrista e compositore, annovera nel proprio curriculum collaborazioni con Don Moye, Steve Grossmann, Roberto Gatto, Moni Ovadia. Ha preso parte ai più importanti festival jazz italiani ed europei ed ha accompagnato in sala di registrazione, tra gli altri, Nicola Piovani, Gian Piero Reverberi, Luis Bacalov, oltre allo stesso Iacoucci.

Il concerto di sabato 20 aprile alla Saletta di via Giacomo Matteotti a Frosinone si preannuncia, quindi, un appuntamento imperdibile per tutti coloro che vogliono scoprire o riscoprire la bellezza e la struggente intensità dei suoni e delle atmosfere che rendono unica la città di New Orleans.

Il concerto sarà presentato dal musicologo Gianni Blasi, esperto in canto gospel e spiritual, già docente dell’Università Orientale di Napoli.